Un Natale di Libri – Evento letterario
Tra le penne che hanno illuminato questa edizione di Un Natale di Libri, Guja Boriani porta una sensibilità capace di intrecciare emozione, delicatezza e verità narrativa. Con il suo nuovo romanzo, La cena di Natale, ci accompagna dentro una storia intensa, fatta di legami familiari, silenzi che pesano e amore che resiste.
In questa intervista, Guja ci porta oltre le pagine della sua ultima opera: ci racconta il suo percorso di scrittura, i temi che le stanno più a cuore e l’evoluzione degli altri volumi della serie. Un dialogo sincero, ricco di sfumature, che rivela il cuore creativo dietro le sue storie e la forza con cui sa trasformare l’esperienza umana in letteratura.
Intervista a Guja Boriani
Lucia: Nella tua tesi hai analizzato La Storia Infinita di Michael Ende. Cosa ti porti ancora oggi, come autrice, da quell’opera e da quell’esperienza di studio?
Guja B.: È stata un’esperienza speciale, i miei libri contengono sempre dei rimandi a questo romanzo. Era il testo perfetto per me: non sarebbe finito mai, ed è proprio così che è andata!
Sei stata giornalista e ti occupi anche di comunicazione: in che modo queste due anime – quella narrativa e quella informativa – dialogano nella tua scrittura?
Guja B.: Sì, a volte i beta reader mi dicono che sono troppo sbrigativa, allora la Guja giornalista chiede alla Guja che si occupa di comunicazione di addolcire e migliorare il testo. Lei a volte ci sta, a volte manda la Guja giornalista a quel paese. Tenerle a bada è dura.
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Ogni romanzo della serie Le Spirali è autoconclusivo, ma tutti condividono un filo tematico ed emotivo molto forte. Qual è il cuore pulsante che unisce tutte queste storie?
Guja B.: Un sentimento che può aiutare il lettore. Cosa troviamo in un romanzo che ci piace? Ecco, vorrei che ci fosse anche solo una sola frase che aiutasse a superare un momento difficile.
Le tue protagoniste sono spesso donne che affrontano scelte difficili, sfide interiori e il peso del non detto. Da dove nasce questa attenzione al coraggio silenzioso, quotidiano?
Guja B.: Nasce dalla mia interiorità. Sono stata a lungo da sola a rimuginare sulle mie disgrazie e ho capito che non è necessario. Un passo dopo l’altro bisogna andare avanti, farsi forza e imparare a contare su di sé. Solo così arrivano gli altri e gli aiuti.

In che modo costruisci i tuoi personaggi femminili? Parti da un’emozione, da un’idea, da un ricordo?
Guja B.: Parto sempre dalle mie emozioni che poi, un po’ alla volta, prendono forma, carattere. Compilo la scheda personaggio e “sistemo” meglio che posso, in modo che siano coerenti. Uso anche l’enneagramma che è divertente anche per scovare personaggi nelle persone vere.
La cena di Natale è un capitolo speciale all’interno della saga, più intimo e concentrato. Cosa ti ha spinto a raccontare “quel” Natale in particolare?
Guja B.: Mi sono immedesimata in una madre che ha perso la figlia. Credo che sia uno dei dolori più tremendi nella vita. Ho provato a mettere insieme il carattere e l’esperienza di Fedra con questa situazione natalizia che dovrebbe essere piacevole. Ed è così che è nata la novella. Un contrasto, quasi una sfida.
La montagna ritorna spesso nei tuoi libri come luogo di libertà e di rivelazione. Che rapporto hai personalmente con questi paesaggi?
Guja B.: Devo confessare che sono una pessima alpinista: soffro di vertigini. Quindi ho dovuto studiare parecchio per comprendere cosa possono provare le persone che si dilettano nelle scalate. Adoro i paesaggi montani, probabilmente perché da piccola mi portavano in Valle d’Aosta e i miei genitori erano entrambi alpinisti. Un modo per cercare di conoscerli meglio.
Hai un metodo preciso quando scrivi oppure ti lasci guidare dalla storia? Pratichi scalette, mappe, riscritture… o preferisci un approccio più intuitivo?
Guja B.: L’idea del racconto è intuitiva. Ma subito mi metto a fare mappe, scalette e a scrivere e riscrivere sui post it colorati. Ne parlo con la mia editor e, quando la storia mi sembra convincente, butto giù i capitoli che riscrivo sempre tante volte. Poi li mando ai miei beta reader e alla fine all’editor e da lì inizia la versione finale.
Scrivere storie familiari così intense richiede grande empatia: come ti prendi cura della tua sensibilità mentre lavori a temi delicati come lutto, amore, perdita?
Guja B.: Ragionare su queste cose mi fa bene, è come se mi consolassi da sola, si tratta di sentimenti che ho provato anche nella realtà e la scrittura e la lettura per me sono sempre state ottime guaritrici, spero con il cuore di poter aiutare anche altre persone.
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Hai anticipato che stai lavorando al quarto volume della saga. Puoi dirci qualcosa – anche solo un’emozione, una parola, un tema – di ciò che possiamo aspettarci?
Guja B.: Il quarto volume racconterà le vicende di Elenia, la bambina che ha perso la mamma, nei tre anni delle medie. L’apertura del romanzo sarà drammatica, ma poi lei cercherà di sistemare la sua vita e di ritrovare un po’ di serenità. Per aiutare il lettore a non disperarsi troppo, la narrazione è portata avanti dalla protagonista adulta, che è serena ed è diventata una scrittrice. Si tratta di un libro nel libro…

Cosa ti auguri che i lettori portino con sé dopo aver letto La cena di Natale e, più in generale, dopo essersi immersi nel mondo di Elenia e della sua famiglia?
Guja B.: Spero che possano trovare un po’ di serenità e pensare che, anche quando tutto sembra perduto, c’è sempre qualcosa o qualcuno che ti offre un aiuto.
C’è un ricordo di Natale della tua infanzia che ancora oggi ti scalda il cuore?
Guja B.: Per Natale avevo chiesto a Babbo Natale Cicciobello con la sua scatola, ma a papà dava fastidio il rumore del polistirolo e buttò via il contenitore. Ero disperata, e, per farsi perdonare, mi regalò un libretto con tante figure.
Quale libro regaleresti questo Natale a chi ama storie intime, familiari, toccanti come le tue?
Guja B.: La Ghirlanda di Elsa Lohengrin, una novella natalizia molto carina.
Se potessi lasciare un messaggio ai lettori per queste feste, quale sarebbe?
Guja B.: Cari lettori, cercate di trovare anche una sola cosa buona in ogni vostra giornata. A volte è difficile scovarla… magari si nasconde tra le pagine di un libro.
Ringrazio Guja Boriani per l’intervista. Puoi trovare i suoi libri su Amazon.